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Questioning


Chi domanda, comanda !” è uno slogan molto diffuso, che contiene sicuramente un fondo di verità, e che può costituire il passepartout per ogni situazione, ma la sua efficacia dipende dal suo contenuto.

Chi è ben allenato a porre domande, di fatto riesce a scatenare quel potere naturale che gli consente di generare un effetto molto efficace di stimolo dell’attenzione, attirando a sé il proprio interlocutore, e aprendosi la strada verso il raggiungimento del proprio obiettivo.

Comunicare non è sinonimo di “parlare“. Il mondo è pieno di persone che parlano, ma che non comunicano. Comunicare vuol dire sintonizzarsi sulla frequenza dell’altro. Purtroppo l’essere umano è troppo concentrato su se stesso, e non si allena mai abbastanza a quel particolare tipo di ascolto che coinvolge davvero i cinque (o forse sei) sensi.

Tutto parte dall’ascolto. L’equazione è semplice: avere due orecchie e una bocca significa ascoltare almeno il doppio di quanto parliamo. Se non ascolto non posso veramente capire a fondo, non posso avere informazioni essenziali, non posso comprendere l’altrui prospettiva e, quindi, non posso fare domande efficaci ed utili.

Quasi sempre si ascolta per rispondere o per replicare, e non per capire. Spesso chi fa domande presuppone di avere già le risposte, e così facendo si allontana dall’altro. Le domande che si sentono fare più spesso sono quelle che mirano ad ottenere la conferma di una convinzione precostituita da parte di chi le pone. Sono domande figlie del pregiudizio, di un’idea non verificata. Così facendo si prende una strada sbagliata, si adegua la risposta alla nostra convinzione, e non si raggiungono gli obiettivi, non si trovano accordi, non si risolvono conflitti.

Perché ? Il motivo è molto semplice: ogni soluzione anticipata del problema E’ il problema..

Fare domande non è facile. Richiede allenamento e continua esercitazione, perché per ottenere la risposta che soddisfa veramente gli interessi in gioco bisogna saper fare le domande giuste, e le domande sono giuste quando sono fatte alla persona giusta, per il motivo giusto, nel momento giusto, nel modo giusto, nella forma giusta, nel contesto giusto…intendendo per giusto tutto quello che risulta congruente, in quel momento, con le proprie ed altrui finalità.

La bella notizia, però, è che, se non è facile, è tuttavia semplice perché, in concreto, saper fare domande è sostanzialmente una questione di atteggiamento e di processo. Si tratta di un’attitudine che può essere acquisita ed allenata attraverso una continua pratica disciplinata, partendo dalle basi dell’ascolto e dell’empatia.

E questo vale per tutti.

Per un leader consapevole che intenda guidare la propria squadra (azienda, famiglia, team sportivo, associazione, ong) non è sufficiente dare direttive, men che meno impartire ordini. A costui conviene convincersi di indossare il mantello dell’umiltà, sforzarsi di porre domande efficaci e fermarsi ad ascoltare. Solo così riuscirà a creare empatia e generare un clima di fiducia vero e duraturo, migliorando relazioni, aumentando il proprio carisma, infondendo convinzione e sicurezza. In questo modo tutto si mantiene dinamicamente in equilibrio e le persone riescono a dare più di quanto esse stesse pensano di potere.

Come sostiene Schein, “in un mondo sempre più complesso, connesso e culturalmente diversificato, non possiamo pensare di comprendere persone di cultura professionale, aziendale e personale diversa. Se non sappiamo fare domande e costruire relazioni fondate sul rispetto reciproco e sulla consapevolezza che l’altro possa essere a conoscenza di cose che potremmo aver bisogno di sapere, non possiamo interagire“.

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Argomenti

  • come governare il processo di comunicazione

  • le basi per diventare comunicatori efficaci

  • il linguaggio che favorisce l’empatia

  • come costruire domande mirate

  • il processo della domanda perfetta

  • la domanda come anticipo della soluzione

Caratteristiche del percorso:

  • contesto stimolante che favorisce l’apprendimento

  • attenta selezione degli strumenti più efficaci

  • rigorosa applicazione con pratica disciplinata

  • visione multi-prospettica

Caratteristiche del metodo:

  • API (Applicazione Pratica Immediata): come rendere subito disponibili gli strumenti

  • attività esperienziale guidata in modo coinvolgente ed interattivo

  • costruzione personalizzata del PAI (Piano d’Azione Individuale) per verificare e consolidare gli step

  • esercitazioni e casi pratici

Formule:

  • Week-end (sab 10:00-18:00/dom 9:30-17:30)

Le iscrizioni si chiuderanno una settimana prima dell’evento. La Direzione si riserva il diritto di rinviare l’evento se non sarà raggiunto il numero minimo che consenta un adeguato svolgimento dei lavori.

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